Ceeerto che ho sempre tempo per le mie Amiche....oggi sono passata da mamma Charlotte!Sempre più bella!!!!!!!!!
Trattasi di egocentrismo o di che???
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Il sindaco Mick Cornett ha dettato agli altri cittadini l'obiettivo principe del 2008: perdere tutti insieme circa 450 mila chili. E la sfida lo riguarda in prima persona: negli ultimi otto mesi Cornett, 49 anni, si è messo a stecchetto ed è passato dai 97 chili agli 82 attuali, ed è deciso ad andare avanti spostando ulteriormente a sinistra l'ago della bilancia. "E' più semplice - spiega il primo cittadino - vincere una sfida se si ha qualcuno con cui condividerla".
Su un sito web dall'inequivocabile indirizzo www.thiscityisgoingonadiet.com, i cittadini decisi a perdere peso sono invitati a registrare il loro indice di massa corporea, monitorando passo per passo la perdita di peso. Il sito, dove si trovano anche ricette light e link dei centri di fitness cittadini, ha aperto i battenti giovedì scorso ma conta già 2.600 utenti registrati che, tutti insieme, hanno perso 135 chili.
Tra gli obiettivi di Cornett c'è anche quello di spingere i residenti a fare più esercizio fisico, aumentando le piste ciclabili e migliorando le zone pedonali. A Oklahoma i cittadini non amano utilizzare i mezzi pubblici, e preferiscono muoversi in auto piuttosto che con gli autobus o in bicicletta.
Spesso mi capita di trovare conforto o illuminazione nelle cose più strane....in un libro, in un film, in una canzone o una frase di un passante....per questo non mi separo dai miei quadernetti....appunto tutto e lo rileggo quando ho bisogno di conforto...un pò quello che fa chi crede e legge o ripete una preghiera....Quando studiavo avevo le canzoni che ascoltavo prima degli esami...un pò in modo scaramantico e un pò per trovare l'incoraggiamento giusto....
Ultimamente una canzone che ascolto per tirarmi su è "Uno su mille "di Gianni Morandi....riporto il testo...sperando torni utile anche ad altri!
Se sei a terra non strisciare mai
se ti diranno sei finito
non ci credere
devi contare solo su di te
uno su mille ce la fa
ma quanto è dura la salita
in gioco c'è la vita
il passato non potrà
tornare uguale mai
forse meglio perché non tu che ne sai
non hai mai creduto in me
ma dovrai cambiare idea
la vita è come la marea
ti porta in secca o in alto mare
com'è la luna va.
Non ho barato né bluffato mai
e questa sera ho messo a nudo la mia anima
ho perso tutto ma ho ritrovato me
uno su mille ce la fa
ma quanto è dura la salita
in gioco c'è la vita
tu non sai che peso ha
questa musica leggera
ti ci innamori e vivi
ma ci puoi morire quand'è sera
io di voce ce ne avrei
ma non per gridare aiuto
nemmeno tu mi hai mai sentito
mi son tenuto il mio segreto
tu sorda e io ero muto
se sei a terra non strisciare mai
se ti diranno
sei finito non ci credere
finché non suona la campana vai
Ieri sera al momento di andare a dormire ho cercato "Il Pigiama"....che male c'è? vi domanderete... Per me il pigiama è sempre stato un "misurometro della relazione" in che senso????Bè ho sempre utilizzato il pigiama solo in lunghi periodi di zitelleggio ... perciò "zero relazione" o quando sono alla fine di una storia e cerco qualunque mezzo per far capire "che non tira aria"....ora visto che non sto vivendo nè un periodo di zitellaggio, nè tanto meno voglio dare segnali a SDL...anzi....perchè ho cercato sto pigiama????Preciso che da due anni a questa parte ho dormito esclusivamente con baby doll....non ho avuto necessità del pigiama neanche il primo anno passato a casa di SDL, che assicuro era una vera ghiacciaia, nella sua camera non batteva mai il sole e spesso la mattina quando ci svegliavamo il nostro respiro prendeva forma con la classica nuvoletta che si forma quando la temperatura è molto bassa.....bè anche in quel periodo io indossavo solo baby doll.......Certo la motivazione era forte o fai così o prosegui lo zitellaggio.......Ma perchè ieri avevo un disperato bisogno del pigiama....tra l'altro l'unico a disposizione è stato acquistato per il ricovero in ospedale (qui si dice "a tipo ZTIA beccia" "come una signora anziana"!!!)tra l'altro è a lavare... perchè convinta che non mi sarebbe più servito è in fondo la cesta della roba sporca da mesi....infatti c'è sempre qualcosa di più utile che ha la priorità in lavatrice.....
Ora senza rinunciare a mangiare e dormire analizzerò questa esigenza e appena avrò una valida risposta terrò informati tutti coloro che invece rischiano di compromettere la propria salute perchè non dormono e non mangiano più con il pensiero del Perchè Guenda ha cercato il pigiama?????
Questo dedicato ai taciturni......
- Le chiacchiere fanno bene al cervello. Potrebbe suonare così il risultato di uno studio americano, dal quale ermge che conversare anche solo dieci minuti con un'altra persona può migliorare la memoria e il rendimento ai test cognitivi. La ricerca, condotta da ricercatori dell'università del Michigan, verrà pubblicata nel febbraio 2008 sul 'Personality and Social Psychology Bulletin'.
"Dai nostri studi è emerso che socializzare risultava efficace quanto svolgere esercizi mentali per migliorare la memoria e il rendimento intellettivo", spiega Oscar Ybarra, psicologo dell'Institute for Social Research (ISR) dell'ateneo del Michigan, autore dello studio insieme a Eugene Burnstein dell'Isr e Piotr Winkielman dell'università della California. Nell'articolo vengono illustrati i risultati di due diversi studi sul legame tra le relazioni sociali e il rendimento cognitivo. Il primo studio ha coinvolto 3.610 persone di età compresa tra i 24 e i 96 anni, sottoposte a un test, il 'mini-mental exam', utilizzato per valutare le conoscenze di carattere generale e la 'working memory'.
I partecipanti hanno inoltre riferito quante volte parlavano al telefono ogni settimana e quante si incontrano con altre persone. I ricercatori hanno trovato una connessione tra la frequenza dei contatti sociali e i risultati al test 'mini-mental'. Al più alto livello di interazione sociale dei partecipanti sarebbe corrisposto il miglior funzionamento cognitivo. E questo per tutte le fasce di età, dai più giovani agli anziani. Nel secondo esperimento, 76 studenti di college tra i 18 e i 21 anni hanno svolto attività diverse.
Il gruppo coinvolto in una discussione ha ottenuto ai test gli stessi risultati di chi aveva svolto un 'allenamento' intellettuale. "Questo esperimento mostra come le interazioni sociali influenzino direttamente la memoria e la performance mentale in modo positivo - ha commentato Ybarra - come se fare una conversazione con un amico avesse gli stessi effetti positivi di fare le parole crociate". Al contrario, i risultati degli studi farebbero ipotizzare che l'isolamento sociale possa avere un effetto negativo sulle capacità intellettive.
(Adnkronos Salute)
Oggi sono uno straccio...dopo na settimana di studio e abbandono di tutte le attività lavorative ieri si è creato un Terribile Effetto Imbuto e ieri mi sono ritrovata l'agenda fitta di appuntamenti....sono uscita alle 7,30 del mattino e non per andare as correre in spiaggia come mio solito ma bensì a scuola...a fare lezione a quelle dolci creaturine (i miei alunni), poi in studio....un risotto veloce e caffè da Claudia per darle gli auguri di compleanno.....ritorno in studio, ore 19 riunione e per chiudere appuntamento a Caffè degli Spiriti per una pizza con Charlotte e Miranda......rientro a casa ore 1,30!!!!stamattina 6 ore di lezione dalle 8 alle 14 con la stessa classe!!!!ora sono in aula di informatica decisamente fulminata!!!!Ieri in tutto l'incastro di attività non sono riuscita neanche a cambiarmi e la mia fresca camicetta che alle 7.30 era bianca stamattina era grigia!Ma si può tenere questi ritmi....e oggi non è da meno!!!!Speriamo di arrivare alla cena!!
A tutti coloro che abitano in zona Margine Rosso, Stella di Mare 1 e 2 Marina Residence e dintorni.....sono scappati 2 pastori tedeschi maschio e femmina....sono sicuramente spaventati se li vedete mettetevi subito in contatto con me !!!!!!!!!!!!!!!!
GRAZIE!!!!!!!!
Eroi, migranti, pirati
Cagliari, quartiere Sa Marina (7)/8/9/10 Giugno 2007

L'idea è semplice, quasi ovvia: se dove abiti non riconosci o non ti viene riconosciuta la normalità, la quotidianità (l'eroicità?) della vita - fatta di amore, di lavoro, di sogni - sei costretto a partire, a migrare, e se - giunto dove giungi - non trovi il minimo vitale che pretendi, sei costretto a prenderlo e a strapparlo dove c'è, vale a dire diventi un pirata.
Si possono obiettare (sempre obiettare!) molte cose: che non c'è nulla di eroico nel quotidiano, che nessuno ci costringe a partire (almeno, fisicamente, dalle nostre parti), che l'illegalità non è mai la soluzione ecc.
Rimane il fatto. Rimane che il coraggio è patrimonio del genere umano almeno quanto i disegni rupestri di Altamira o il Canto a Tenore, che il viaggio è l'esperienza formativa per definizione dei più fortunati e l'odissea più atroce degli sventurati, che la pirateria, oltre che una delle suggestioni più potenti della fantasia umana, è spesso una necessità.
Quindi Eroi, Migranti, Pirati.
E con una certa fierezza da rivendicazione: siamo eredi e figli di Garibaldi, di Fra' Dolcino e del brigante Tiburzi, dei sardi in mare per il nuovo mondo ai primi Novecento e dei tanti che dall'altro, di mondo, arrivano alle nostre coste oggi; siamo fratelli e sorelle di Antonio Gramsci torinese per necessità e di Tina Modotti alla guerra di Spagna con l'amore della volontà, siamo consanguinei di Pancho Villa e del Subcomandante Marcos, nipoti immaginari di Long John Silver e di Stagger Lee, il nero che non ci stava a farsi linciare per divertimento (conoscete qualcuno che ami questa pratica?); siamo amanti - o anche solo perdutamente innamorati - della perla di Labuan e di Eleonora d'Arborea - e non ce ne frega niente se non era proprio bellissima.
Quindi Eroi, Migranti, Pirati.
Ci piacciono ancora le storie nere - noir, continuiamo pure a chiamarle così, le polemiche da etichetta non ci hanno mai conquistato - quando grondano vita, intuizione e passione più che sangue solamente, ci piace ancora un'idea di Festa - lo chiamiamo Festival per semplicità, San Remo non c'entra davvero nulla - che sia per tutti, popolare e gioiosa, ricca di stimoli e povera di starlette, ci piace ancora che sia il quartiere di Marina - luogo di adozione e di affetto - il centro propulsore delle nostre attività, in una città che più che Capitale di qualcosa, dovrebbe diventare più consapevole di se stessa e dei suoi cittadini.
Cagliari. Città di mare, e quindi di porto, di commerci e di transiti.
Cagliari, Città di Eroi, Migranti, Pirati.
Vi aspettiamo.
Sono tornata!!!è dal 3 maggio che non mi scrivo nel blog....ma il lavoro ha avuto la meglio!Spero di riuscire a ritagliare qualche minuto al giorno....di solito quando inizio qualcosa la porto sempre a termine....anche se con un pò di sacrificio.